Da Badia Polesine la Via Romea Longobarda prosegue verso sud in direzione di Nonantola fondata da S. Anselmo (originario di Cividale del Friuli) e di Modena (Mutina, antica città romana) attraversando il fiume Po a Felonica o Ficarolo-Stellata. Giunti a Nonantola- Modena, il proseguimento verso la Toscana avviene lungo la valle del Panaro passando per Fanano in direzione di Pistoia e continuando per S. Miniato per la Francigena oppure andando in direzione di Prato-Firenze, Assisi, Spoleto, Abbazia di Farfa arrivando infine a Roma.

 

Oltre 300 km dalle sponde del Po’ fino alla vetta di Croce Arcana e Pistoia,

attraversando tesori artistici e ambientali per congiungersi con la Via Francigena a San Miniato.

Seguendo le tracce dei monaci benedettini in Pianura Padana, da Badia Polesine la Romea Longobarda punta a sud-ovest verso Nonantola, abbazia regia voluta da Astolfo, re dei Longobardi nell’Ottavo secolo. 

Territori di pianura dominati da ordini monastici e nobili casate e disseminati di antichi borghi e comuni medievali, dove ogni pietra racconta il passaggio di pellegrini, mercanti e ambasciatori. Come la Rocca Possente di Stellata, un tempo posta sul delta del fiume Po, con lo scopo di controllare il traffico navale e mercantile mediante l'utilizzo di una catena tra le due sponde del fiume.

O come a Sermide, nel mantovano, dove la leggenda di un pellegrino medievale recatosi a Gerusalemme per chiedere il miracolo della vista è raccontata negli affreschi del coro della Chiesa di Santa Croce. 

Nonantola, oggi alle porte di Modena, sulla riva destra del Panaro, è tappa obbligatoria per chi desidera ripercorrere le antiche vie dei pellegrini. Qui si respira ancora la Storia, fatta di santi, come Anselmo il suo fondatore, e di imperatori, come Carlo Magno, di cui il museo diocesano conserva ancora il sigillo.

Era meta ambita dagli antichi pellegrini che vi accorrevano per venerare le reliquie dei papi Silvestro I e Adriano III, dei martiri Senesio e Teopompo, delle vergini S. Anseride e Santa Fosca e del fondatore S. Anselmo abate.

Grande era l’apporto dato dai pellegrini alla diffusione della cultura nel medioevo. Così le leggende d’oltralpe si diffondevano anche in Italia, proprio grazie alla popolarità raggiunta tra i pellegrini medievali.   Wiligelmo, nella sua magistrale opera del portale del Duomo di Modena, è stato il primo a scolpire la storia del ciclo arturiano dei Cavalieri della Tavola Rotonda, a simboleggiare la difesa della Chiesa da parte dei crociati.

Modena, affacciata sulla Via Emilia, accoglieva i pellegrini dalla Porta della Pescheria o delle Donzelle. Numerosi gli antichi ospitali dediti all’ospitalità dei pellegrini e al sollievo degli infermi che furono censiti nel ‘700 dall’illustre lavoro di Girolamo Tiraboschi.

La Romea Longobarda continua il suo percorso lungo il Panaro, nel suo tratto a sinistra fiume. A dettare la strada è il Percorso Sole, che conduce dolcemente da Modena fino ai piedi dell’Appennino. E’ una immersione in un paesaggio fluviale che incornicia antiche rocche e castelli merlati come Spilamberto e Vignola.

Da qui inizia la salita sull’appennino Tosco-Emiliano con i suoi parchi naturali di Rocca Malatina e del Frignano, che culmina a Passo Croce Arcana a quota 1669 m.

Un ultimo sguardo alla Romea Nonantolana Orientale prima di entrare in Toscana attraverso la valle punteggiata dalle incisioni a forma di croce lasciate dagli antichi pellegrini. Raggiunta Pistoia, un fregio dai luminosi smalti ceramici, racconta, all’Ospedale del Ceppo, la cura riservata a chi era in viaggio verso la meta santa. Alloggiare i pellegrini era infatti una delle sette opere di Misericordia raffigurate nei pannelli del fregio dell’artista Santi Buglioni (XVI sec).

 

Nella cittadina toscana i pellegrini accorrevano per venerare la reliquia di San Giacomo Apostolo, suo patrono, da tutti meglio conosciuto come Sant’Jago de Compostela. Era da qui che s’irradiavano i numerosi luoghi di culto dedicati al Santo e che conducevano da tutta Europa verso la Galizia.

 

La Romea Strata conclude i suoi oltre 1.300 km di percorsi attraversando il gruppo collinare del Montalbano, passando per la cittadina che diede il natale a Leonardo da Vinci, per giungere a San Miniato dove sfocia nella Via Francigena.

 



Romea Strata
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